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Suzzara
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mwlqSuzzara (mwlgIPA: /sudˈd͡zara/cite-ref-8[8], mwnaSüṣèra in mwnqdialetto basso mantovanocite-ref-9[9]cite-ref-10[10]) è un mwpgcomune italiano di mwpw21 305 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-3-1[3] della mwraprovincia di Mantovacite-ref-11[11]. Situata nella mwsqPianura padana, sulla riva destra del mwsgPo, fa parte dell'mwswOltrepò mantovano e del mwtaBasso mantovano, e si trova nella parte meridionale della provincia. È il terzo comune della provincia per popolazione, dopo il mwtqcapoluogo e mwtgCastiglione delle Stivierecite-ref-12[12].

Storicamente contesa tra mwvaMantova e mwvqReggio Emilia, tra il mwvg1010 e il mwvw1313, fu molto attiva nel periodo del mwwaRisorgimento italiano e si sviluppò come patria del mwwqsocialismo sin dai suoi primordi. Vide la nascita dell'industria di costruzione di macchine agricole, tra cui si distinse la ditta mwwgFratelli Casalicite-ref-bianchi11-13-0[13] oggi Iveco, fondata nel mwxw1891 che rese la città il primo polo industriale del Mantovanocite-ref-14[14].

È nota come la Città del Premiocite-ref-15[15]cite-ref-16[16] per il rinomato mwbqPremio Suzzara, che si svolge ogni anno alla Galleriacite-ref-17[17].

Contents

Clima
Storia
Simboli
Sport
Note

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Geografia fisica

Suzzara è inserita in un paesaggio tipicamente fluviale e padano. Suzzara si trova nella regione mwdqLombardia, nel settore sudmwdg – occidentale della mwdwprovincia di Mantova, confina con la regione mweaEmilia-Romagna ed è parte delle terre dell'mweqOltrepò mantovano. Il comune sorge sulla sponda destra del fiume mwegPo, al di sotto di una grande ansa che raccoglie le acque del fiume mwewOgliocite-ref-18[18] Il centro abitato è attraversato in zona nord dal 45º mwgaparallelo, la linea equidistante fra il mwgqPolo nord e l'mwggEquatore.

Territorio

Suzzara si estende per mwkq61,10 km² a una altitudine media di mwkg20 m mwkws.l.m.cite-ref-19[19]. Il comune confina a nord con mwmaMotteggiana e mwmqCurtatone, a sud con mwmgLuzzara, in mwmwEmilia-Romagna, a ovest con mwnaDosolo e mwnqViadana e a est con i comuni di mwngPegognaga e mwnwGonzagacite-ref-20[20].

mwpqClassificazione sismica: zona 4 di pericolosità molto bassa, vedi Ordinanza del PCM n. 3519/2006.

Idrografia

In origine Suzzara si trovava alla sinistra del fiume Po. Con il progressivo spostamento dell'alveo del fiume verso nord a causa di alluvioni appenniniche, il corso principale si è ridotto all'attuale canale “Po vecchio” che si trova a sud di Suzzara, mentre quello che prima era solo un ramo è diventata l'ansa che attraversa il territorio di Suzzara.

Suzzara, come dice il nome, si trova a sud del canale Zara, che viene ritenuto generalmente l'ultimo tratto dell'mwqqOglio che, catturato dal Po nella sua migrazione verso nord, è rimasto praticamente senza bacino imbrifero e quindi con alimentazione assai ridotta rispetto alle dimensioni dell'alveo che ancora oggi si possono vederecite-ref-21[21].

Clima

Come il resto della mwsaPianura Padana il clima è di tipo mwsqtemperato umido (Köppen mwsgCfa) con caratteristiche continentali, estati calde e asciutte e inverni piuttosto rigidi. Clima inoltre tipico della mwswBassa padanacite-ref-22[22]. In particolare gli inverni sono poco piovosi e con giornate di mwuanebbia; le estati tendono a essere afose con precipitazioni a carattere temporalesco; le primavere e gli autunni sono generalmente piovosi.

Origini del nome

Il toponimo deriva dal latino mwuwsubaqueum Zara ovvero sotto l'acqua (mwvasubaqueum) dello Zara (propriamente "giara"), nome che identifica una diramazione dell'mwvqOglio che sfociava nel mwvgPo nei dintorni di mwvwGovernolo e passante per questa cittadinacite-ref-cita-freddi-p35-23-0[23]; come altri corsi d'acqua ha un appellativo che si riconduce a un vaso da liquidicite-ref-24[24]cite-ref-25[25].

Il nome Suzzara si trova per la prima volta menzionato l'8 settembre mwzq872 in un diploma dell'mwzgimperatore mwzwLudovico II il Giovane, indirizzato a Roffredo mw0avescovo di Reggio Emiliacite-ref-cita-torelli-pp39-42-26-0[26].Si trattava dell'isola di Suzzara, così chiamata perché circondata da diversi corsi d'acqua, fra cui la Zara: il canale Zara che ne delimitava la parte nord, il Po a ovest e il “Po Vecchio” al confine sud-est.

Nei primi documenti compariva in varie forme: mw1gSuzaria, mw1wSozara (secolo XII), mw2aSugaria (secolo XIII), mw2qSycaria, mw2gSuczaria, mw2wSyguaria e forme simili, in quanto l'antica mw3az in periodo medioevale si è trasformata in mw3qg.cite-ref-27[27]

Storia

Le origini

Il più antico documento relativo all'esistenza di Suzzara risale all'anno mw5q870, nel quale, tuttavia, veniva fatta menzione dell'intera "isola" di Suzzara e non esclusivamente del centro abitato. In questa prima attestazione si cita Suzzara in quanto le venne cambiata l'amministrazione da parte dell'imperatore mw5gLudovico II il Giovane. Dall'mw5wabbazia di Leno di mw6aBrescia Suzzara passò alla curia di mw6qReggiocite-ref-cita-torelli-pp39-42-26-1[26]. La donazione fu ribadita da mw7gCarlo il Grosso nell‘mw7w879, nel mw8a900 e nel mw8q999. È certo invece che Suzzara fu la prima terra che nella contesa tra mw8gMantova e Reggio Emilia passò al territorio mantovano, come emerge nell'elenco degli mw8wStatuti Bonacolsiani datati tra il mw9a1303 e il mw9q1313, a differenza di mw9gPegognaga, mw9wGonzaga e mw-aBondeno per le quali si stabilì un co-dominio tramite il contratto denominato "Regula Padii". Inoltre in parecchi altri diplomi imperiali contemporanei l'isola di Suzzara è nominata tra le entità fatte oggetto di donazione alla chiesa di Mantova. In ogni caso è lecito anche supporre il passaggio dalla contea di Brescia a quella di Reggio Emiliacite-ref-28[28] che a sua volta ne cedette una porzione nel mw-q1010 al marchese mw-gBonifacio di Canossa, restando sotto il governo dei mw-wCanossa, titolari di entrambe le contee. Il passaggio a mwaqaMantova avvenne probabilmente nel 1280, ovvero dopo la conquista dell'Isola da parte di mwaqePinamonte Bonacolsi, senza che vi fosse più alcuna rivendicazione da parte della Curia reggiana o un intervento armato di Reggio Emilia. Pochi anni dopo la mwaqifamiglia Ippoliti, non avendo digerito il passaggio di reggenza e non avendo mai sopportato la politica dei mwaqmBonacolsi, insorse aiutata da alcune famiglie reggiane. La rivolta venne sedata subito.

Il periodo gonzaghesco

Subentrati i mwaqyGonzaga in mwaqcMantova (ufficialmente nel mwaqg1332, dopo la rivolta ai Bonacolsi del mwaqk1328) e scemato il potere degli scaligeri di Verona, dopo la morte di mwaqoCangrande della Scala il capoluogo provinciale si trova in guerra contro i mwaqsVisconti di Milano. Le prime schermaglie dei milanesi (1357 e 1368) partirono dal cremonese e, risalendo il mwaqwfiume Oglio, arrivarono a distruggere Borgoforte e Governolo. Ma con la presa della casata milanese di Reggio (mwaq01371), comprata per 30.000 ducati d'oro ai discendenti di mwaq4Feltrino Gonzaga (i quali danno origine al primo ramo cadetto della famiglia mwaq8Gonzaga di Novellara e Bagnolo), il fronte d'attacco milanese si espanse. mwaraLudovico II Gonzaga per correre ai ripari decise, l'anno seguente, di fortificare tutta la zona a sud del mantovano; dando il via alla costruzione del castello in muratura in Suzzara. Le truppe di mwareJacopo dal Verme conquistarono Suzzara nel 1397 e dopo un anno di tregua fra le due casate, Suzzara, nel 1399 torna ai Gonzaga, dopo un anno di reggenza di mwariCarlo I Malatesta.

Il periodo austriaco e francese

Il mwaruXVIII secolo fu caratterizzato dal dominio degli austriaci (dal mwary1708 al mwarc1797). Nell'epoca del governo dello Stato di mwargMantova decentrato a mwarkMilano, Suzzara fu decretata mwaroPretura di limitata giurisdizione da parte di mwarsMaria Teresa, figlia di mwarwCarlo VI. Di conseguenza nel mwar01750 ottenne un Pretore, che risiedeva nell'attuale sede municipale. Il mwar4XVIII secolo fu invece caratterizzato da una breve dominazione francese, a seguito della presa di mwar8Mantova da parte di mwasaNapoleone Bonaparte nel mwase1796. Il 9 giugno i francesi entrarono a Suzzara per porvi il campo militare. Soccorsi dagli austriaci nell'estate, i suzzaresi costrinsero i francesi alla ritirata. In questa occasione alcuni suzzaresi arrestarono dei soldati francesi e per questo motivo poco tempo dopo subirono le rivendicazioni di questi ultimi, che a seguito di processo ottennero la cessione di alcuni oggetti preziosi della Chiesa. Questa sistemazione durò fino al mwasi1814 quando tornarono nuovamente gli austriacicite-ref-29[29]. Questo periodo fu caratterizzato da una condizione di estrema periferia per Suzzara, che ne condizionò la vita politica, sociale ed economica fino al mwasc1866. Le cause di ciò si riscontrano nelle difficili condizioni infrastrutturali, vista l'assenza di un ponte tra Suzzara e Mantova e la presenza di un sistema ferroviario e viario poco sviluppato. Soltanto dopo l'Unità d'Italia inizierà un vero e proprio processo di sviluppo economicocite-ref-cita-bianchi-1987-p180-30-0[30].

Il periodo risorgimentale

Il periodo del mwatmRisorgimento vide una grande partecipazione della gioventù suzzarese, come testimonia la targa di marmo posta sulle mura della Torre Civica che riporta i nomi di giovani combattenti. In particolare durante la mwatqPrima guerra d'indipendenza italiana si formò un Comitato di Pubblica Sicurezza, che fungeva da vero e proprio centro di direzione politica locale. In questo contesto Suzzara venne quindi gestita dallo schieramento patriottico locale. Tuttavia i patrioti suzzaresi non erano soltanto liberal-moderati. Molti giovani infatti andarono a ingrossare le file dei volontari nei corpi franchi mantovani durante la mwatuPrima guerra d'indipendenza italiana e per questo verranno arrestati dalla polizia austriaca in quanto "Compromessi politici". In totale i suzzaresi che hanno combattuto la guerra furono 32. Il fenomeno avvenne anche durante la mwatySeconda guerra d'indipendenza italiana, quando alcuni giovani abbandonarono il Lombardo-Veneto per combattere come volontari con i piemontesi. Anche durante la mwatcSpedizione dei Mille i suzzaresi si distinsero e tra questi le cronache ricordano mwatgEmilio Buttironi e mwatkTelesforo Cattonicite-ref-cita-bianchi-1987-p180-30-1[30].

Suzzara entrò a far parte del giovane mwat8Regno d'Italia solo al termine della mwauaterza guerra d'indipendenza, a seguito del mwaueplebiscito delle province venete e di quella di Mantova del 1866.

Suzzara post unitaria

Nel mwauq1868 fu fondata la mwauuSocietà di mutuo soccorso degli operai di Suzzara, che col tempo passò dall'avere carattere puramente assistenziale ad assumere carattere sindacalista, un po' come avvenne in tutta mwauyItalia. Un episodio emblematico del fermento suzzarese di quell'epoca fu la “marcia dei cinquecento” del mwauc1878, durante la quale 500 braccianti senza lavoro marciarono con le loro carriole e i loro attrezzi verso la sede del mwaugMunicipio. Il contado suzzarese, specialmente Sailetto e Tabellano, prese parte attiva al moto mwaukLa Boje (mwauo1884-mwaus1885) tant'è che uno dei maggiori protagonisti del moto fu Clemente Nizzoli di Sailettocite-ref-31[31]. Furono questi anche gli anni di una forte mwavacrescita economica, che toccò il suo apice tra il mwave1880 e il mwavi1914, grazie ad alcuni fattori importanti, quali lo sviluppo del mwavmcapitalismo nelle campagne, la realizzazione della mwavqferrovia, le abilità di un pioniere quale fu Francesco Casali, ma anche la scuola, la cultura, l'etica del lavoro e l'importante opera di riordino urbano attuata da Francesco Piazzalungacite-ref-cita-bianchi-2006-pp103-115-32-0[32].

Nel mwavs1873 venne ultimato il ponte di ferro sul mwavwPo, grazie alla formazione di una “Società Anonima per la costruzione e per l'esercizio di un ponte di chiatte sul fiume Po presso mwav0Borgoforte”, che si attivò come prima cosa per realizzare un collegamento tra le due sponde.
Nel mwav81869cite-ref-33[33] fu aperta la mwawqlinea ferroviaria Mantova-Modena, alla quale il comune concorse pagando 6000 lire. Bisogna ricordare che il ponte ferroviario sul Po, tra Motteggiana e Borgoforte, fu terminato nel 1874. Nel mwawu1883 fu invece costruita la mwawyFerrovia Parma-Suzzara e l'anno successivo la mwawcFerrovia Suzzara-Ferrara. Da allora la rete ferroviaria suzzarese continuò a potenziarsi, tanto che nel mwawg1928 si creò il percorso mwawkLa Spezia-mwawoVerona-mwawsBrennero via Parma-Suzzara-Mantova, che restò in funzione per due anni.

Le Società operaie e le agitazioni che si erano susseguite verso la fine dell'mwaw0Ottocento, fecero di Suzzara terreno fertile per la nascita del mwaw4socialismo, che si sviluppò in tutta Italia a partire da mwaw8Genova nel mwaxa1892. Il partito nascente poté contare su uomini pieni di fede e capacità: mwaxeAchille Menotti Luppi, Vittorio Fiorenzano, Pietro Aleotti, Francesco Marangoni per citarne alcuni. Nel mwaxi1894, sotto la guida di Luppi il mwaxmPartito Socialista Italiano era ben organizzato tanto che l'anno dopo fu costituito un circolo culturale socialista con relativa biblioteca; nel mwaxq1895 i socialisti entrarono come minoranza in mwaxuConsiglio Comunale. Nel mwaxy1899 Achille Luppi Menotti dopo l'avanzata del socialismo in mwaxcItalia divenne il primo mwaxgsindaco socialista della cittàcite-ref-34[34].

Il Novecento

In tutta mwax8Italia agli inizi del mwayaNovecento si formarono mwayeCooperative, leghe di resistenza operaie e contadine. Anche Suzzara si strutturò in questo modo.

Nel mwaym1907 venne organizzato uno mwayqsciopero generale di 90 giorni di tutte le leghe, guidato mwayuin primis dagli operai dell'officina mwayyFratelli Casali che lottarono invano per ottenere migliori condizioni di lavoro. La lega che riuscì a ottenere maggiori successi fu quella dei “salariati fissi” che siglò un “patto di lavoro comunale”, che fu reputato il migliore di tutta la provincia e divenne l'esempio a cui fecero riferimento altri comuni e mwaycMantova stessa.

La classe operaia suzzarese si consolidò ulteriormente nei primi anni del Novecento, grazie alla presenza delle leghe e della Scuola Arti e Mestieri, alla nascita dell'industria, alla costituzione del mwaykPartito Socialista Italiano; nel mwayo1901 gli operai suzzaresi festeggiarono per la prima volta il mwaysPrimo Maggio.

I primi anni del mway01900 furono gli anni del proliferarsi di fenomeni quali mway4emigrazione, mway8analfabetismo e mwazaanticlericalismo. Questi vennero percepiti a Suzzara in modo molto particolare: se l'emigrazione era una valvola di sfogo per i suzzaresi, vista la situazione di miseria e iniquità vigente, l'analfabetismo si diffuse meno grazie anche alla presenza della Scuola Arti e Mestieri, che rappresentò il centro per eccellenza dell'istruzione professionale e creò una manodopera esemplare per capacità e spirito combattivo. Inoltre la presenza del mwazePartito Socialista Italiano riuscì a contenere l'analfabetismo, grazie alla sua azione sociale e culturale volta a favorire i lavoratoricite-ref-35[35].

Il paese nel frattempo si andava modificando, con la costruzione dell'ospedale civile (fondato nel mwazc1850 da Pietro Montecchi), dell'edificio scolastico e del nuovo cimitero. Venne potenziata l'opera di bonifica delle terre, fu fondata la prima banca. Sul finire del secolo venne inoltre costruito il Teatro Sociale.

Per quanto concerne la spinta anticlericale, dovuta all'epopea garibaldina, a Suzzara e in particolare a Tabellano fu molto sentita. Si iniziarono quindi a celebrare mwazkmatrimoni civili.

Dopo il ritorno al potere dei moderati con Carlo Cesare Montecchi nel mwazs1909, Suzzara fu protagonista di proteste e manifestazioni tra il mwazw1912 e mwaz01913 che culminarono nella cosiddetta “mwaz4Settimana rossa” alla quale partecipò anche mwaz8Benito Mussolini, allora direttore dell'mwaaaAvanti! che si recó alla mwaaeCamera del Lavoro dove incontrò Luppi Menotti, Maria Goia e altri dirigenti socialisti. Nel periodo successivo allo scoppio della mwaaiprima guerra mondiale Suzzara tornò in mano alle forze popolari.

Le condizioni della città nel dopoguerra furono piuttosto simili a quelle di altre realtà italiane, salvo per l'orientamento politico che a Suzzara restò spiccatamente socialista. Il mwaaqSocialismo e il Partito Moderato erano le due forze politiche che si contrapponevano in mwaauConsiglio comunale, mentre in mwaayItalia iniziò a organizzarsi il mwaacPartito Comunista Italiano fondato a mwaagLivorno nel mwaak1921. Né il comunismo, né il mwaaofascismo presero piede inizialmente, nonostante il terrore seminato dai primi sporadici gruppi fascisti che riuscirono a sorgere. L'episodio più grave avvenne nel 1921 con una sparatoria che coinvolse Dante Poli, dodicenne ucciso per errore durante questo assediocite-ref-36[36].

Dal punto di vista economico, gli anni trenta segnarono una forte ripresa economica e industriale di Suzzara tanto che all'epoca la città (divenuta tale nel mwaba1923 con mwabedecreto reale) era chiamata "la piccola mwabiManchester, principale centro manifatturiero e cuore dell'industria mantovanacite-ref-cita-bianchi-2006-pp103-115-32-1[32]. Il periodo fascista si caratterizzò soprattutto per l'organizzazione di propaganda clandestina, tanto che ben 240 suzzaresi parteciparono alla mwabcResistenza italiana.

A fine guerra, nel mwabk1945 a Suzzara venne eletto il primo Consiglio Comunale, che tornò a riunirsi nella sede di Piazza Castello. Durante la seduta venne nominato come primo cittadini dal Comitato di Liberazione Ilbe Truzzi designato per acclamazione, accanto al vicesindaco Tebe Mignoni. Una seduta successiva del mwaboConsiglio Comunale, sempre nello stesso anno, avrebbe decretato la vittoria di Tebe Mignoni appartenente al Partito Comunista come Sindaco della cittàcite-ref-37[37]. Gli succedette Cirillo Carra nel mwab81948. Tra le opere realizzate in questo periodo dall'amministrazione ci furono i crocile Tosini e via Luppi Menotti. Dopo che Cirillo Carra ottenne la trasformazione della propria ditta di costruzione di macchine agricole in mwacasocietà per azioni, fu costretto ad abbandonare il governo del paese, restituendolo a Tebe Mignoni. A Suzzara dal punto di vista amministrativo si sono succedute amministrazioni esclusivamente di sinistra, in particolare tra il 1945 e il mwace1964 ha vinto il Partito Comunista Italiano, salvo nel 1948 quando vinse il Fronte popolare (mwaciPSI e mwacmPCI).

Simboli

Lo stemma civico di Suzzara è stato riconosciuto con RR.LL.PP. del 2 marzo 1924cite-ref-acs-38-0[38] e rappresenta una mwac4fenice sopra un mwac8rogo, sormontata da un sole raggiante nascente dal lembo superiore dello scudo, il tutto d'oro. Al di sopra si trova la mwadacorona muraria derivante dal riconoscimento del mwadetitolo di Città avvenuto nel mwadi1923. Il motto è mwadmmwadqPost fata resurgo in latino che significa "dopo la morte mi rialzo".cite-ref-39[39]cite-ref-40[40]

Il gonfalone, concesso con regio decreto del 21 aprile 1927cite-ref-acs-38-1[38], è un drappo di azzurro.

Onorificenze

Titolo di Città

«Ci piacque con Nostro Decreto addì 9 novembre 1923 di concedere al Comune di Suzzara il titolo di Città. Ed essendo stato il detto nostro Decreto registrato, come avevamo ordinato, alle Corte dei Conti e trascritto nei registri della Consulta Araldica e dello Archivio di Stato in Roma, vogliamo ora spedire solenne documento della concordata grazia al Comune concessionario. perciò in virtù della nostra Autorità Reale e Costituzionale dichiariamo spettare al Comune di Suzzara in Provincia di Mantova, il titolo di Città»


Regio decreto 9 novembre 1923

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Chiesa dell'Immacolata Concezione

La chiesa parrocchiale che si erge attualmente in piazza mwafeGaribaldi, è stata costruita su progetto di mwafiGiovanni Arrivabene. Lo stile è quello mwafmneoclassico, con pianta a croce latina e dal mwafq1854 è dedicata all'mwafuImmacolata Concezione; il patrono è mwafySan Biagio. Anticamente la chiesa di Suzzara si trovava nel castello ed era dedicata sia a San Biagio e che a San Cassiano. Le vicende storico-urbanistiche portarono il paese all'espansione fuori dalle mura del castello. La vecchia chiesetta fu demolita e si costruì attorno al mwafc1550 una chiesa localizzata dove è attualmente, dedicata al solo San Biagio. Nel mwafg1853-mwafk1854 l'edificio sacro fu letteralmente "capovolto" come orientamento e ricostruito. Di stile neoclassico di maniera rimasero alcuni quadri, recentemente restaurati. Tra questi un mwafoSan Longino attribuito a un non individuato mwafsAntoon van Dyck. Attorno agli anni sessanta fu restaurato e abbellito con affreschi del prof. Alessandro dal Pratocite-ref-41[41].

In conseguenza del mwagesisma del maggio 2012, la chiesa è stata chiusa per restauri e la cupola del campanile è stata rimossa nel giugno del mwagi2012cite-ref-42[42]. I lavori di restauro sono iniziati nel febbraio mwagc2014, per recuperare la facciata e gli interni inagibilicite-ref-43[43].

Chiesa della Sacra Famiglia

La parrocchia della Sacra Famiglia fu eretta con decreto vescovile del 24 luglio mwahi1965, festa di mwahmSant'Anna. L'edificio sacro ebbe pure il riconoscimento civile con decreto del mwahqPresidente della Repubblica il 30 maggio mwahu1966. Il 14 settembre mwahy1968 monsignor Carlo Ferrari benedisse il primo nucleo delle nuove opere parrocchiali comprendente un salone-cappella, la casa canonica e l'oratorio. Il 9 dicembre mwahc1990, infine, la nuova chiesa fu solennemente consacrata da monsignor Egidio Caporello.cite-ref-44[44].

Chiesa parrocchiale di San Colombano

La Chiesa si trova nella frazione di Riva di Suzzara, è dedicata al santo missionario irlandese e sorge sui resti di un antico edificio fondato dai monaci colombaniani di mwah4Bobbio. Sulla scorta delle memorie tramandataci da don Giuseppe Baldini, parroco dal mwah81899 al mwaia1932, si sa che prima del Mille sorgeva nel territorio in fregio al Po una cappella dedicata a mwaieSan Colombano. Nella storia di Riva appare spesso il Po come protagonista anche delle vicende che riguardano la chiesa. La vecchia parrocchiale, con la costruzione di un nuovo argine maestro, l'attuale, fu spesso allargata, e poi demolita nel mwaii1815 per non lasciarla ingoiare dalle acque. Il 24 aprile mwaim1823 si pose la prima pietra della chiesa attuale che venne costruita secondo il progetto dell'architetto mwaiqLuigi Voghera di mwaiuCremona. Il progetto iniziale fu rimaneggiato e l'edificio ebbe una vita travagliata fatta i crepacci e puntelli. In conseguenza del sisma del maggio mwaiy2012, la chiesa è momentaneamente chiusa per restauricite-ref-45[45].

Architetture civili

Torre civica

La torre civica di Suzzara, unico elemento rimasto dell'antico castello, fu eretta quando venne costruita la cinta muraria a opera di Domenico da Bologna. La torre era collocata all'esterno della cinta muraria medievale, a fianco della porta d'ingresso e venne costruita sotto il potere di mwajiLudovico I Gonzaga. Inizialmente alta 24 metri e quindi portata agli attuali 32 metri nei primi decenni del mwajm1400, è il monumento principale della cittàcite-ref-46[46]. All'interno del castello, oltre alle abitazioni dei contadini, vi erano una chiesa (dedicata a san Ippolito e san Cassiano) proprio a fianco della torre, un'osteria, mantenuta fino al mwajgXVIII secolo a fianco di una torretta di guardia, un fabbro e un fornaio con il relativo mulino.

Il castello risale probabilmente all'epoca del dominio reggiano, costruito quindi come roccaforte contro i mantovani. Le mura e le torri merlate erano circondate da un fossato in cui confluivano le acque derivate dal vicino corso di Po Vecchio. La cinta muraria che venne attestata dalle carte topografiche dell'epoca, era formata da quattro angoli caratterizzati da bassi torrioni sporgenti, mentre sul lato verso l'odierna piazza s'innalzava la torre che fungeva da mastiocite-ref-47[47].

Con l'arrivo degli mwaj8Asburgo, attorno al mwaka1600, il castello perse la propria funzione sociale, militare e di coordinamento territoriale. Dal momento che gli imperatori austro-ungarici lo consideravano un punto pericoloso e costoso, lo distrussero lasciando solo la torre. Con il mutare della società, la torre cambiò la propria funzione difensiva; già nel 1712 la torre era dotata di un orologio. Nel mwake1665, la torre rappresentava per i contadini un vero e proprio strumento di lavorocite-ref-48[48]. A causa del terremoto del 29 maggio mwaky2012 la torre è stata chiusa alle visite guidate e dichiarata inagibilecite-ref-49[49].

Ospedale civile Montecchi

L'ospedale venne fondato a Suzzara da Pietro Montecchi, che offrì gran parte della sua eredità per questa costruzione che terminò nel mwale1854 con 10 letti e che nel mwali1855 arrivò a 24 posti letto. Nel mwalm1887 vennero iniziate le opere di ampliamento con un'ala nuova, con progettazione dell'ingegner Francesco Piazzalunga. Nei primi anni del mwalu1900 l'ospedale ampliò i suoi reparti, acquisendo quello di chirurgiacite-ref-50[50]. Attualmente ospita alcuni uffici sanitari del territorio, dopo l'apertura dell'ospedale Montecchi di Suzzara del mwalo1997, la cui costruzione ha impegnato il Comune per circa vent'annicite-ref-51[51]. L'ospedale dispone di n. 115 posti letto effettivi per degenza, di cui n. 105 in regime di ricovero ordinario, n. 5 in regime di day-hospital e 5 in regime di day-surgery, con un bacino d'utenza, considerando solo il comprensorio dei comuni di Suzzara, mwal8Pegognaga, mwamaMotteggiana, mwameGonzaga e mwamiSan Benedetto Po, pari a circa 49.000 cittadinicite-ref-52[52].

Casa del Fascio

La casa del fascio venne inaugurata il 22 luglio mwam01936cite-ref-53[53]. Essa è un edificio posto nell'attuale Piazza Luppi. Nel mwani1936 però la piazza cambiò nome in Piazza V Maggio XIV. Attualmente la casa del fascio è la sede del comando tenenza della mwanmGuardia di Finanza di Suzzara e dell'mwanqAgenzia delle entrate.cite-ref-cita-gorni-p47-54-0[54].

Teatro Guido

Nel mwans1894 si costituì un comitato di quaranta cittadini per la realizzazione di un teatro. Il progetto venne affidato a Francesco Piazzalunga e la costruzione terminò nel mwan01895, in occasione della sagra di settembre del paese, quando avvenne l'inaugurazione con la messa in scena del mwan4Faustcite-ref-cita-zuccoli-p194-55-0[55]. Nel mwaom1905 fu la volta della mwaoqmwaouTraviata, de mwaoymwaocIl Barbiere di Siviglia e del mwaogmwaokDon Pasquale. Nel mwaoo1938 dopo alcune opere di restauro prese il nome di Teatro Guido e iniziò una stagione molto proficua con una serie di spettacoli molto importanti tra cui la mwaosCarmen e la mwaowBohèmecite-ref-56[56]. Oltretutto il progetto preliminare si avvalse della collaborazione di specialisti e scenografi che avevano anche partecipato al restauro del mwapeGran Teatro La Fenice di mwapiVenezia e al mwapmTeatro alla Scala di mwapqMilanocite-ref-57[57].Accanto all'attività teatrale si affiancò anche quella cinematografica a partire dal mwapk1956, quando il teatro subì un ulteriore restauro. L'attività del teatro cessò completamente nel mwapo1982, lasciandolo chiuso e privo di interventi di manutenzione e conservazionecite-ref-58[58].

Teatro Comunale

Il teatro comunale venne costruito nel mwaqe1880 e sorse in Piazza Castello. Venne poi demolito nel mwaqi1914cite-ref-cita-zuccoli-p194-55-1[55].

Corte Grandi-Donesmondi-Cazzaniga

Corte Grandi-Donesmondi-Cazzaniga si trova a San Prospero. Le prime notizie certe su questa corte si hanno attorno al mwaqk1528, quando la villa era chiamata “Corte di San Prospero” ed era di proprietà della famiglia Bonati. Nel mwaqo1630 a causa della crisi economica, i Bonati vendettero la villa al senatore Federico Grandi, nobile mantovano. Il nipote di questo nel mwaqs1744 nominò unico erede dei suoi beni Luigi Donesmondi. La corte passò poi in eredità a Cecilia, l'ultima dei Donesmondi, che nel mwaqw1871 sposò il nobile cremonese Francesco Cazzanigacite-ref-59[59]. Nel mware1976 la corte ha ospitato le riprese del film "mwariNovecento" di mwarmBernardo Bertolucci.

Monumento ai caduti

Il parco Monumento ai caduti si trova all'incrocio di Viale Zonta e Via mwaroGina Galeotti Bianchi. Venne sistemato nel mwars1924 assieme alla strada laterale. La posa della prima pietra avvenne il 4 maggio dello stesso anno, per celebrare l'avvenuta proclamazione a città dell'anno precedente. Nel mwarw1928 il monumento venne inaugurato con l'intervento di mwar0Augusto Turati. L'anno successivo venne tracciata una via sulla sinistra del monumento, via mwar4Gina Galeotti Bianchi e venne formato un piazzale che, opportunamente alberato darà origine agli attuali giardinicite-ref-60[60].

Istituto orfane di guerra e scuola professionale femminile

Terminata la mwasoprima guerra mondiale nacque l'istituto orfane di guerra, grazie all'eredità di Carlo Cesare Montecchi, che lasciò la propria casa situata in via Guido alle figlie Norina e Vittorina. Nel mwass1933 su progetto del geometra Ermete Rebegoldi venne sistemato lo stabile ex I.L.P.A (Industria Lavorazione Prodotti Agricoli), che sarà poi annesso al Collegio Convitto femminilecite-ref-61[61]. Nel mwata1954 l'edificio venne acquistato da don Luigi Cavagnari, fu adibito a mwateScuola dell'infanzia e affidato all'Istituto "Piccole figlie dei sacri cuori di mwatiGesù e Maria" di mwatmParmacite-ref-scuola-agazzi-it-62-0[62]. Nel mwatg1971 le suore rinunciarono al loro incarico e il nuovo parroco di Suzzara, don Lino Boselli, affidò la direzione della scuola alle "Operaie parrocchiali di Maddalena Aulina" che condussero la scuola fino all'agosto del mwatk2007. Oggi ospita la mwatoScuola dell'infanzia "mwatsRosa Agazzi"cite-ref-scuola-agazzi-it-62-1[62].

Sala civica

Il progetto iniziale predisposto dall'architetto Ermete Rebegoldi nel mwaui1945 era quello di costruire in Via Montecchi un edificio che potesse accogliere gli uffici ECA, un ristorante popolare, docce e bagni pubblici. In realtà il progetto fu sostituito dalla realizzazione di un salone centrale che ospita riunioni del mwaumConsiglio comunale, di assemblee di partito ed eventi di altre organizzazioni. Per alcuni anni, dal mwauq1954 al mwauu1955 fu anche sede della mwauyBiblioteca all'inizio della sua attivitàcite-ref-63[63].

Villa Grassetti

La mwau0Villa, detta anche del Seminario, è un edificio nobiliare che si trova a Suzzara, nella frazione di Sailetto, in strada Zara Zanetta. La costruzione risale alla seconda metà del mwau4Cinquecento e ha caratteri architettonici rinascimentali. I committenti furono i Grassetti, commercianti di sale di origine padovana, mentre in seguito la proprietà passò a una successione di famiglie aristocratiche Mantovanecite-ref-64[64]. Durante il periodo di appartenenza della famiglia, furono applicate paraste decorative alle pareti. Nella prima metà dell'mwavmOttocento la villa fu adibita a villeggiatura estiva dei chierici del Seminario vescovile di mwavqMantova. A fine Ottocento attorno al corpo di fabbrica principale vennero edificati una chiesa in stile neogotico, un refettorio, un teatrino e due ali simmetriche a tre piani collegate al prospetto Sud, destinate a dormitorio per i chierici. Negli anni settanta del mwavuNovecento la villa, già in stato di abbandono, viene acquistata dal comune di Suzzara che tuttora ne è il proprietariocite-ref-65[65].

Villa Capilupi

Lungo via Villa Inferiore, si trova mwavwVilla Capilupi, la cui ossatura centrale risale al mwav01500. La cancellata è retta da quattro pilastri con terminali a guglia e la struttura architettonica evidenzia la grazia settecentesca. Venne edificata per conto del nobile Alfonso Capilupi (1527-1593) nel mwav41567. Solo più tardi, passata nelle mani del figlio Carlo, la villa subì una trasformazione che le conferì l'attuale carattere settecentesco. I lavori anteriori al mwav81733 furono ordinati dal marchese Carlo. Sono tuttora visibili gli stemmi delle famiglie mwawaStrozzi, mwaweCavriani e mwawiAndreasi, con cui i Capilupi erano imparentaticite-ref-66[66].

Aree naturali


Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-67[67]

Suzzara, secondo i dati mwaxmISTAT aggiornati al mwaxq2012, è il terzo comune più popoloso della mwaxuprovincia di Mantova, con mwaxy20 768 abitanticite-ref-68[68]. Ha mwaxs8 706 famiglie e un'età media di 43 anni, con un tasso di natalità del 9,7%. È inoltre il comune con la più alta percentuale di coniugati (52%) nella mwaxwprovincia di Mantova.cite-ref-69[69]

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati mwaymISTAT aggiornati al 1º gennaio 2024 la popolazione straniera residente è di 3.481 persone, pari al 16,5% della popolazione comunale. Le nazionalità maggiormente rappresentate sono:cite-ref-70[70]

• mwayoIndia 958
• mwaywBangladesh 446
• mway4Pakistan 451
• mwazaMarocco 305
• mwaziRomania 257
• mwazqAlbania 226
• mwazyMoldavia 137
• mwazgGhana 127
• mwazoCina 119
• mwazwUcraina 90

Lingua e dialetti

Oltre alla lingua italiana, a Suzzara non sono riconosciute ufficialmente altre lingue. Il dialetto locale è il dialetto suzzarese, appartenente all'area dialettale mwaz8della bassa mantovana, una leggera variante del mantovano parlato nei comuni più a sud della provincia. Il suzzarese appartiene alla famiglia dei linguaggi gallo-romani parlati in quella parte dell'mwa0aItalia che ai tempi dell'mwa0eImpero romano I-V secolo d.C. era la mwa0iGallia cisalpinacite-ref-71[71].

Tradizioni e folclore

mwa0kmwa0oFilos

Il termine filos deriva dall'usanza della veglia nelle stalle di campagna, dove si riunivano nelle sere invernali uomini, donne e fanciulli per passare il tempo e ripararsi dal freddo. Tale veglia conservava un certo contegno sociale secondo anche un principio di gerarchie, con destinazione di posti a seconda dell'età o del grado tenuto da ciascuna famiglia. In origine convegno di filatrici, fu per secoli il centro animatore e propulsore della vita curtense e ritrovo abituale delle famiglie contadine e della povera gentecite-ref-cita-cucconi-p385-72-0[72].

mwa1emwa1iLa vecia

Un tempo a metà quaresima i fornai di Suzzara attaccavano alla torre del castello un fantoccio di stracci rappresentante una vecchia con canocchia e fuso. A mezzogiorno suonavano le campane a morto facendo dondolare qua e là la vecchia, che veniva poi fatta sedere su un asino e accompagnata dal clamore del popolo tra le case del paese e della campagna, chiedendo denaro e cibo fino a sera. A tal punto si gettava la vecchia su un monte di paglia fuori dal paese e le si dava fuoco con grandi schiamazzi e urlacite-ref-cita-cucconi-p385-72-1[72].La tradizione del rogo della vecchia ha origine remote e va a ricollegarsi alla tribale riverenza che intere civiltà contadine avevano nei confronti della "mwa1gMadre Terra" e, in particolare, vuole celebrare la vittoria della buona stagione sull'inverno sterile e freddo. Dunque l'essenza della cerimonia è intesa a esaltare e procurare fertilità ai campicite-ref-73[73]

mwa14mwa18Candelora e San Biagio

Le feste del ciclo pasquale iniziano con mwa2eCarnevale. Il santo più venerato del mese è mwa2iSan Biagio, patrono di Suzzara, festeggiato il 3 febbraio. La Candelora è il giorno che precede il patrono ed è caratterizzata dal fatto che la mattina del 2 febbraio si va in chiesa a ricevere una candela benedetta che si appende al muro accanto al letto e serve a scongiurare la grandine nei raccolti. La mattina di San Biagio si torna in chiesa di buon'ora per la benedizione della golacite-ref-74[74].

Cultura

Istruzione

Scuole

• mwa2wFondazione scuola Arti e Mestieri “F. Bertazzoni”, via F. Bertazzoni, comprende istruzione professionale.

• mwa3mIstituto superiore Manzoni, via Mantova, comprende ITES istruzione tecnica e istruzione liceale.

Biblioteche


La Biblioteca Comunale, fondata nel mwa4i1967, è l'Istituto Culturale di riferimento per la città. Biblioteca di pubblica lettura e centro culturale, da sempre mantiene un contatto stretto con la comunità suzzarese, offrendo i propri servizi, oltre che al pubblico di studenti, a tutti i cittadini che possono trovare strumenti di informazione e documentazione sempre aggiornati. Nel mwa4m2013 la biblioteca è diventata centro culturale Piazzalunga, grazie al lascito di mwa4qMario Spinella e ha ampliato il raggio dei propri servizi e delle iniziative organizzatecite-ref-75[75].

Musei


La Galleria del mwa5mPremio Suzzara nasce nel mwa5q1975 in Via Don Bosco 2/A e ospita le opere d'mwa5uArte contemporaneacite-ref-76[76] che, dal 1948 in avanti, hanno vinto il mwa5oPremio Suzzara. Nel mwa5s2002 nasce il Museo Galleria del mwa5wPremio Suzzara che offre al pubblico un patrimonio di oltre novecento opere, dal realismo del secondo mwa50Dopoguerra alle nuove tendenze del contemporaneo.

Geografia antropica

Frazioni

Brusatasso

mwa6i"Da Brüšatas sta lontan mila pas”. (Blasone)cite-ref-cita-tassoni-p32-77-0[77].

Brusatasso, dial. Brüšatas, agg. etnico popolare: Brušatin. Probabilmente prima era mwa6wBrusalovo o mwa60Brusalupo* (Cod. Crem. I8 mwa641172 e mwa681228). Diventa Bruxatassum nel secolo XIV (D'Arco, Stat. Mant. VIII, 16). Dal latino medievale *mwa7abrusare “ardere” (REW 9097) in composizione prima con la voce settentrionale lovo “lupo”; infine scomparsi i lupi nella zona - col latino tardo taxo,-onis “tasso”cite-ref-cita-freddi-p35-23-1[23]cite-ref-cita-tassoni-p32-77-1[77].

La frazione di Brusatasso dista 4,85 chilometri dal medesimo comune di Suzzara di cui essa fa parte e conta 864 abitanticite-ref-anagrafe-78-0[78]cite-ref-79[79]. Il paese sorge attorno a una piccola cappella innalzata in onore di mwa8iSan Michele Arcangelo. In un documento del mwa8m1154 troviamo che Brusatasso era sotto la giurisdizione del parroco di Suzzara. Il primo mwa8qrettore di questa chiesa fu don Flaminio Moro nel mwa8u1500. In seguito don Mario Roscio iniziò la serie regolare dei rettori, continuata nel mwa8y1731 con il primo mwa8carciprete don Ferri. Tra le vicende della frazione è da ricordare nel mwa8g1630 l'occupazione degli mwa8kAlemanni che saccheggiarono il paese e la mwa8oChiesa, sottrassero gli arredi più preziosi, bruciarono l'archivio parrocchiale, portarono la mwa8speste nel mwa8wDucato di mwa80Mantova e causarono la morte di più della metà della popolazione di Brusatasso.

Nel mwa881702 il mwa9aPo ruppe gli argini a Tabellano, causando un allagamento che si sommò al saccheggio del paese durante la mwa9eGuerra franco-spagnola contro l'esercito imperiale austriaco comandato dal principe mwa9iEugenio di Savoiacite-ref-80[80]. Nel mwa9c1765 il parroco don Giuseppe Bustaffa ricevette dalla mwa9gCuria di Mantova la licenza per la demolizione della vecchia Chiesa, a eccezione del coro e del presbiterio e ne fece costruire una nuova da mastro Ludovico Ascari. Gli altari furono costruiti successivamente nel mwa9k1766-mwa9o1780. Nel mwa9s1776 venne costruita la sagrestia e dopo la demolizione del vecchio coro se ne innalzò uno nuovo, comunicante con il mwa9wcampanile. La facciata è risalente al mwa901882, mentre il campanile venne costruito di fianco all'mwa94abside nel mwa981759-mwa-a1762. È interessante ricordare che il campanile era il più alto dei dintorni, ma venne abbassato per poter ospitare un concerto di campane considerevole per peso e sonoritàcite-ref-81[81]. La Chiesa venne completamente restaurata nel mwa-u1939. L'orologio, opera artigianale dei Francesco mwa-yCasali di Suzzara fu rimesso in funzione nel mwa-c1937cite-ref-82[82]. In conseguenza del sisma del maggio mwa-w2012, la chiesa è momentaneamente chiusa per restauricite-ref-83[83].

San Prospero

San Prospero, dialetto San Pròsp, agg. etnico mwa-cquèi'd san Pròsp. mwa-gAgionimo di Prosperus, il santo mwa-kvescovo di Reggio Emilia popolarmente connesso a pro-spes “fortunato” patrono della parrocchia (25 giugno). Stando ai mwa-oMiracula B. Prosperi il suo culto sarebbe fiorito sotto re mwa-sLiutprandocite-ref-84[84].

La frazione di San Prospero dista 6 chilometri dal centro di Suzzara e conta 339 abitanticite-ref-anagrafe-78-1[78]cite-ref-85[85].Il territorio, delimitato a nord dal collettore Zara, è tutto terreno agricolo e la "civiltà contadina", sia pure a livello più avanzato, vi è riscontrabile quotidianamente e dovunquecite-ref-86[86]. San Prospero è la più piccola delle frazioni di Suzzara e anche per questo motivo le notizie sulla sua storia sono piuttosto rare. Notizie effettive si hanno nel mwba01749 quando fu ricostruita la chiesa grazie al contributo del parroco e del popolo. L'edificio più notevole della frazione è Villa Grandi. Nel corso dei secoli le due famiglie vi hanno apportato modifiche, ornamenti, strutture aggiuntive. Della blasonata famiglia Cazzaniga-Donesmondi, si ricorda Luigi, nato a mwba8Mantova nel mwbba1880, notaio di Mantova e Suzzara e famoso per aver fatto costruire l'attuale Scuola Materna di Suzzara inaugurata il 28 novembre mwbbe1960cite-ref-87[87]. In conseguenza del sisma del maggio mwbby2012, la chiesa è stata chiusa per restauricite-ref-88[88]. Nella villa vicino alla chiesa e suoi dintorni, fu girato il film mwbbsNovecento di mwbbwBernardo Bertolucci negli anni 1970, dove tutta la troupe prima e dopo l'azione delle scene, si riversava all'unico telefono e negozietto presente, dove si vendeva di tutto, la classica bottega del paesetto di perfetta bassa campagna. Se mancava qualcosa, la signora Maria Ferrari ordinava, mentre fra i tavolini i lavoranti sorbivano caffè e vino, giocando a carte. Alcuni degli attori divennero famosi dopo questa loro apparizione.

Oggi il paese è spopolato, perché l'unico lavoro è l'agricoltura, mentre parte della popolazione si è trasferita nella vicina Suzzara.

Sailetto

Sailetto, dialetto mwbcqSailè. Dal latino mwbcusalictum-salictulum per “terra dei salici” o “piccolo saliceto”. Un'altra denominazione potrebbe derivare dalla forma latina di San Leo, tramutatasi nel dialetto con il tempo in Sailetto appuntocite-ref-89[89]cite-ref-90[90].

La frazione di Sailetto di Suzzara dista 4,18 chilometri dal medesimo mwbc8Comune di Suzzara di cui essa fa parte e ha 485 abitanticite-ref-anagrafe-78-2[78]. Per una questione di confini, Sailetto si trova divisa a metà e una parte appartiene al comune di mwbdqMotteggianacite-ref-91[91]. Secondo un'antica tradizione, mwbdkpapa Leone I, durante il suo viaggio per incontrare mwbdoAttila, avrebbe pernottato al “Forte Urbano”, situato nei pressi di Sailetto, una corte sulle rive del mwbdsPo. In memoria di quell'evento venne eretta dagli abitanti una cappella, sui ruderi della quale si sarebbe successivamente costruita l'attuale chiesa di San Leo presso il Forte Urbano nell‘'mwbdw800. Nel mwbd01200 la cappella diventò chiesa battesimale. Più tardi il Forte venne distrutto dai soldati di mwbd4Giovanni delle Bande Nere e gli abitanti (chiesa compresa) si spostarono nella zona dell'attuale paese. La costruzione della chiesa risale al mwbd81400, quando venne costruita una chiesa di stile gotico che dopo il mwbeaConcilio di Trento divenne mwbeeparrocchia, che tuttavia nel mwbei1749 venne demolita per costruire l'attuale. All'interno si conserva una tela ovale di mwbemGiuseppe Bazzani che raffigura l'incontro di mwbeqAttila con mwbeupapa Leone I.cite-ref-92[92] In conseguenza del mwbeosisma del maggio 2012 la chiesa è stata chiusa per restauricite-ref-93[93] ed è stata riaperta il 29 maggio 2015, nel terzo anniversario del terremoto.

Tabellano

mwbfe"Prima 'l Tablan e po...Milan." (Blasone)cite-ref-94[94]

Tabellano, dialetto mwbfsTablan. Le due versioni di fonte tradizionale non risolvono interamente il processo fonetico e gli agganci genetici del nome. La prima vuole che il nome derivi dal latino mwbfwtabella, diminutivo di mwbf0tabula, nel senso di “tavella” ovvero fabbrica di laterizi. La seconda si collega al fatto che Tabellano fosse passaggio doganale tra le due sponde del mwbf4Po, indicato da opportune tabelle di segnalazione, il che richiamerebbe il latino mwbf8tabulariacite-ref-95[95]

La frazione di Tabellano dista 3,49 chilometri dal medesimo comune di Suzzara di cui essa fa parte e conta mwbgu1 013 abitanticite-ref-anagrafe-78-3[78]cite-ref-96[96]. Una vera storia di Tabellano e documenti storici relativi non esistono. Si ha certezza della sua esistenza intorno al mwbg41000 e si sa che le sue terre appartenevano alla contessa mwbg8Matilde di Canossa. Fu proprio la contessa a far costruire la chiesa in stile romanico, che sarà poi restaurata nel mwbha1681. Alcune notizie si hanno in riferimento alla battaglia di mwbheBorgoforte, durante la quale la chiesa diventa ospedale militare. Nel mwbhi1870 viene istituito l'asilo infantile e nel mwbhm1880 le scuole elementari. Tabellano è la frazione più popolata del comune di Suzzara. Il paese ha sviluppato nell'ultimo Dopoguerra alcune piccole industrie meccaniche, agricole e artigianali. Tabellano è spesso stata minacciata dalle piene del mwbhqPo. In particolare la più pericolosa è stata nel mwbhu1951 quando l'acqua raggiunse e superò in alcuni punti il piano della sommità arginale e si faticò a contenere le acque.

Vicino a Tabellano sorge Croce del Gallo, località che prende il nome da un gallo in ferro situato sul cocuzzolo di una casa che serve da banderuolacite-ref-97[97]cite-ref-98[98].

Riva di Suzzara

Riva di Suzzara, dialetto mwbiuRiva, cognominizzazione del toponomastico Riva, da ripa non perché “in riva al mwbiyPo”cite-ref-99[99].

La frazione di Riva dista 3,91 chilometri dal comune di Suzzara di cui essa fa parte e ha circa 809 abitanticite-ref-anagrafe-78-4[78]cite-ref-100[100]. La storia di Riva è intimamente legata a quella di Suzzara e viene citata per la prima volta ai tempi della dominazione longobarda, come Portus mantuanus, citato insieme ai porti del Po (del Bresciano, del mwbjqParma e dell'mwbjuAdda) e ritorna anche nel Codice Diplomatico Longobardo(mwbjy730), nel concordato tra il re mwbjcLiutprando e mwbjgComacchio, nel quale si parla sia di tributi, il ripatico, che di addetti, i Riparii. Sembra questo il contesto in cui leggere la testimonianza di una presenza monastica di mwbjkBobbio proprio a Riva, ancora evidente nel titolo della Cappella di mwbjoSan Colombano, l'unico titolo non romano e chiaramente legato ai mwbjsLongobardi nell'isola suzzarese.cite-ref-101[101].

Riva è inoltre legata alla figura del primo mwbkearciprete di cui si è a conoscenza: don Giuseppe Baldini, parroco dal mwbki1899 al mwbkm1932. Famosa fu la mwbkqbattaglia di Luzzara del 15 agosto mwbku1702, durante la quale Riva e in particolare il territorio dove ora si trova il Parco San Colombano fu teatro di scontri e violenze legate alla successione al trono di mwbkySpagnacite-ref-102[102]. Si trattò di un episodio bellico di particolare efferatezza: le cronache dell'epoca riportano che in quattro ore di battaglia morirono circa 7.000 soldati. In memoria di quell'episodio, il 15 agosto mwbks2002, a 300 anni dalla battaglia, è stato inaugurato il Memoriale della Riconciliazione, una piccola cappella ricavata da una nicchia naturalecite-ref-103[103]cite-ref-104[104].

Molte altre storie si narrano attorno al territorio di Riva e si legano, in particolare, alla dominazione austriaca quando contrabbandieri e briganti, renitenti alla leva, attraversavano i suoi boschi e spesso imponevano la consegna di parte del bestiame. Famoso fu il contadino Marzola che si era rifiutato di consegnare il bestiame e per questo venne crocifisso sull'uscio di casa e lasciato morire lentamente. In riferimento a questo episodio, sulla strada che da Suzzara porta a Riva sorge corte Marzola dove è ancora visibile un busto marmoreo che ritrae il Marzola crocifisso. A Riva sorgono inoltre due palazzi, uno detto “della fame” e l'altro “della sete”, perché in tempi di carestia furono venduti in cambio di un sacco di frumento e una botte di vino. Cinquant'anni fa erano ancora presenti i mulini del mwbluPo, scomparsi da tempo lungo tutto il corso del fiume. Uno degli ultimi è quello di Tagliavini, che affondò nei pressi di “Testa di ponte” e giace ora sul fondo del fiume.

Vive sono ancora alcune leggende legate a Riva, tra cui quella del “Visul” un uomo, pare, vissuto sul Po e morto sul fiume mentre con il suo battello andava a tiro di un volo di anatre selvatiche. Famosa anche per la cronaca più rovente con gli scontri sul fiume tra partigiani e tedeschi, la sua storia più recente ha una concretezza dolorosa che si lega alla lapide che ricorda un partigiano caduto in quegli scontricite-ref-105[105].

Altre località

Del comune di Suzzara fanno parte anche le località di Alberine - Caselle (4,41mwbl0 km), Arginotto (4,29mwbl4 km), Borgo Quindici (2,59mwbl8 km), Ca' Vecchia (8,36mwbma km), Cittadella - Bugni (5,38mwbme km), Corte Alipranda (4,06mwbmi km), Corte Gorizia (5,40mwbmm km), Corte Rozza (4,98mwbmq km), Curada (4,93mwbmu km), Forte Urbano (4,94mwbmy km), Gazzina - Cherubina (3,38mwbmc km), Gonzagone (3,73mwbmg km), Lo Stradone (3,19mwbmk km), Merlotti (3,35mwbmo km), Palazzo Fame (3,77mwbms km), Pioppelle (3,41mwbmw km), Venirola (3,67mwbm0 km), Vienuove (7,20mwbm4 km), Zamiola (6,60mwbm8 km), Zanetta (4,43mwbna km)cite-ref-106[106].

Economia

Agricoltura

Suzzara è il principale centro agricolo-industriale dell'mwbn0Oltrepò mantovano. Ha una superficie territoriale di 6110 ettaricite-ref-107[107] e una superficie agrario forestale di 5255 ettari, utilizzata per la maggior parte in seminativicite-ref-istat-censimento-dell-agricoltura-2010-108-0[108]

A seguito dell'opera di Bonifica dell'Agro mantovano - Reggiano avvenuta nel mwboc1907, che diede una rapida accelerata al settore zootecnico e quello lattiero-caseario, si è andato via via specializzando l'mwbogallevamento di bestiame per la produzione di latte. Lo sviluppo del settore zootecnico è stato anche fortemente influenzato dal progresso del settore agricolo attraverso l'impiego di moderni mezzi tecnici (concimi chimici, irrigazione con metodi all'avanguardia, antiparassitari e meccanizzazione). Le coltivazioni prevalenti sono mwbokgrano, mwboomais, mwbosbarbabietola, mwbowpatata, mwbo0pomodori e mwbo4ortaggicite-ref-istat-censimento-dell-agricoltura-2010-109-0[109]. L'allevamento è prevalentemente di suini(20883 suini dell'unità agricola) e di bovini (10815 bovini dell'unità agricola)cite-ref-istat-censimento-dell-agricoltura-2010-110-0[110]

Le aziende agricole presenti sono di dimensioni medio grandi. In questa area l'mwbpgagricoltura intensiva è stata un motore per l'industria meccanica applicata alla mwbpkzootecnica. Importanti a livello nazionale sono gli allevamenti di bovini e suini. Le industrie alimentari che operano sul territorio (casearie, vinicole, delle carni) sono tra le più all'avanguardia in Italia e forniscono prodotti d'eccellenzacite-ref-111[111].

Commercio

Il commercio a Suzzara inizia a prendere piede agli inizi del mwbqa1900 a seguito della mwbqebonifica delle sue terre, alla realizzazione di strade, case e la mwbqiferrovia Suzzara-Ferrara e la mwbqmferrovia Verona-Mantova-Modena.

Secondo i dati Istat al mwbqu2011 le attività commerciali maggiormente sviluppate sono quelle del commercio all'ingrosso e al dettaglio di riparazione di autoveicoli e motocicli (308 unità attive e 1206 addetti Seguono le attività di costruzioni (unità 212/addetti 398) e il commercio al dettaglio (162 unità e 652 addetti)cite-ref-112[112].

Industria e artigianato

L'mwbrqindustria e l'mwbruartigianato contano una imprenditoria rilevante e molto diversificata. Oltre ad alcune grandi fabbriche è presente un significativo indotto di mwbrypiccola e media impresa. Tutta la zona ha avuto un forte impulso nella fase postindustriale, fra la fine degli anni cinquanta e i primi anni settanta.

A Suzzara sono presenti infatti 1124 impresecite-ref-113[113] tra le quali predominano quelle impiegate nel settore agricolo e quelle nel settore manifatturiero. Nel settore industriale le attività predominanti sono quelle meccaniche, della refrigerazione e del settore lattiero-caseario.cite-ref-istat-censimento-industria-e-servizi-2011-114-0[114].

Settore meccanico

Iveco SPA

L'economia suzzarese è strettamente legata al settore meccanico, in particolare a quello della realizzazione e della riparazione di macchinari agricoli. Verso la fine del mwbsmXIX secolo a Suzzara approdò Francesco Casali che diede inizio ai primi fermenti industriali della zona e aprì una piccola mwbsqofficina in via Roma (oggi Luppi Menotti) per la riparazione di mezzi agricoli (in particolare trebbiatoi). Attorno al mwbsu1891, la Ditta Casali ampliò produzione e sede, portandosi lungo il viale della mwbsyStazione di Suzzara, in una mwbscFabbrica progettata dall'ing. Francesco Piazzalunga. La conversione della produzione durante la mwbskprima guerra mondiale segnò pesantemente la Casali, che mwbso1918 divenne CIMAC (Compagnia industriale macchine agricole Casali) con sede ufficiale a mwbssMantova e che nel mwbsw1922 dovette cedere il passo alla MAIS a seguito di una grave crisi produttiva. Nel mwbs01936 la MAIS venne assorbita dall'mwbs4Officine Meccaniche di mwbs8Brescia, passando dalla produzione di macchine agricole a quella di autocarri militari, telai e carrozzeria per autobus e autocarri. Dalla fusione di 5 diversi marchi: mwbtaFiat Veicoli Industriali (con sede a mwbteTorino), Officine Meccaniche (mwbtiItalia), mwbtmLancia Veicoli Speciali (Italia), mwbtqUnic (mwbtuFrancia) e mwbtyMagirus-Deutz (mwbtcGermania), nascerà l'attuale mwbtgIveco, situata in viale Zontacite-ref-115[115].

Zucchi

A fronte del successo della mwbt8Casali, nel mwbua1909 venne fondata la ditta industrie meccaniche Zucchi Pilade, operaio della Casali, che forte di quell'esperienza decise di costruire uno stabilimento per la produzione di macchine sgranatrici e sfogliatrici, trebbiatrici, turbine idrovore, meccanismi per mulini, caldaie a vapore, essiccatoi per cereali, motori a gas povero, costruendo la sua ditta accanto alla Casali, nel viale della mwbueStazione di Suzzara. La Zucchi Pilade sarà operante nel settore fino al trasferimento a Mantova nel mwbui1913 con denominazione S.A.I.M.S. (Società anonima industrie meccaniche suzzaresi)cite-ref-116[116].

Pinfari

Nel settore meccanico famosa è la Pinfari, di Italo e Dante Pinfari, situata in via Curtatone e Montanara per la costruzione di attrazioni per i mwbu0Luna parkcite-ref-cita-cucconi-p215-117-0[117]. Nata ufficialmente nel mwbvi1857 come carpenteria per la realizzazione di attrezzi agricoli, divenne la prima azienda nel mondo a produrre mwbvmmontagne russe interamente in acciaiocite-ref-118[118]. Nel mwbvg2008 la ditta ha dichiarato fallimento: i brevetti ed il catalogo prodotti sono stati acquisiti da Interpark Amusements di mwbvkSpilamberto.

Carra

Alcuni operai della ditta Casali si unirono per fondare un'azienda che producesse macchine agricole: è questo ciò che avvenne alla Società fratelli Carra che ebbe origine nel mwbvw1914, per opera di 5 fratelli, Adelelmo, Cirillo, Luciano, Ciro e Sante, allievi della Scuola Arti e mestieri. Dopo la cessione della Casali, i quattro fratelli costruirono un laboratorio di riparazione di macchine agricole. Nel mwbv01919 il laboratorio fu spostato in via XXIII Aprile. I fratelli ottennero negli anni ante mwbv4seconda guerra mondiale numerosi successi, grazie alla produzione di sgranatrici, come la mwbv8Universal e trebbiatrici, come la mwbwaVirgiliana, gioiello della meccanica agricola. Cirillo Carra in quegli anni fu oltretutto insignito dell'onorificenza di Cavaliere dell'ordine dal Capo dello Stato. L'industria cessò l'attività nel mwbwe1961cite-ref-119[119].

Pineschi

La ditta fratelli Pineschi, proveniente dalla zona di mwbwgRolo e mwbwkNovi, si stabilì a Suzzara in via Curtatone e Montanara, per la lavorazione e il commercio dei legnami e la produzione di imballaggi e compensati in genere. Nel mwbwo1957 chiuse i battenti, anche a seguito di un disastroso incendio avvenuto nel mwbws1950cite-ref-cita-cucconi-p218-120-0[120]. Al suo posto venne inserita la IN.CON per la produzione di controplaccaticite-ref-cita-cucconi-p218-120-1[120].

Piusi

Nel mwbxy1953 l'ing. Franco Varini fonda la Piusi e comincia l'attività con il nome O.M.A.A. Srl (Officina meccanica riparazioni agricole) allo scopo di costruire e commercializzare pompe, compressori macchine e altri articoli per usi industriali e agricoli. La ditta si caratterizzò all'inizio come officina meccanica per applicazioni agricolecite-ref-piusi-it-121-0[121]cite-ref-122[122]. Nel mwbya1958 l'ing. Franco Varini prelevava l'ex sede del laboratorio Rossi-Genitrini di via Toti, iniziando a produrre macchine e accessori per l'agricoltura e per applicazioni a trattrici agricole. Il concetto alla base della progettazione era l'unificazione di certi particolari della trattrice, cosa che permise subito un grande sviluppo anche all'esterocite-ref-cita-cucconi-p223-123-0[123]. L'azienda attualmente è ubicata in zona industriale Rangavino e a fornisce soluzioni professionali, di semplice utilizzo e di elevate prestazioni per il travaso, per il rifornimento e per la misurazione di lubrificanti, carburanti e liquidicite-ref-piusi-it-121-1[121].

Fr. Grespan

Alla metà degli anni cinquanta Bruno Grespan, già dipendente della mwbysOfficine Meccaniche, con l'aiuto del fratello Edy, progettò un nuovo modello di sfogliasgranatrice per granoturco. Trasferitisi da via Piave a via Galilei cominciarono a rendere più ricca la gamma dei prodotti con un modello di sfogliatrice su due ruote. Nel mwbyw1964 avvenne la fusione con la Cavaletti Snc, da cui nacque la mwby0Grecav, che si amplierà a mwby4Gonzaga dedicandosi alla fornitura di componentistica alle grandi case di macchine agricole e industriali e nel settore minicarcite-ref-124[124].

Bondioli e Pavesi

Le origini della Bondioli e Pavesi risalgono al mwbzu1950 quando Edi Bondioli e Guido Pavesi fondano una piccola officina in via Piave a Suzzara per la riparazione di macchine agricole, gettando anche le basi della produzione di scatole ingranaggi e alberi cardanici, due prodotti per la trasmissione di potenza che risulteranno fondamentali nello sviluppo della meccanizzazione agricola del secondo dopoguerracite-ref-italia-bondioli-pavesi-com-125-0[125]. Nel mwbzo1961 i due soci arrivano a costruire l'attuale stabilimento di via 23 aprile. Nel mwbzs2000 la ditta è arrivata a 600 dipendenti a Suzzara, 400 con le 10 filiali esterecite-ref-126[126] La gestione del mercato italiano rimane in carico alla casa madre sino al mwbaa2007 quando viene creata Bondioli & Pavesi Sales & Logistics, una società che si occupa di gestire la logistica distributiva del gruppo e le attività commerciali per il mercato italianocite-ref-italia-bondioli-pavesi-com-125-1[125].

mwbayGIBICAR

Nel 1963 viene fondata GIBICAR, azienda dell'indotto Fiat / Iveco, che negli anni si specializzerà nella produzione di sedili per il trasporto passeggeri e veicoli militari, diventando una delle aziende di riferimento nel settore, sia a livello nazionale che europeo. L'azienda nel 2009 viene assorbita da un altro marchio operante nel settore e l'attività trasferita nel reggiano.

Settore refrigerazione

Tasselli

Il pioniere del settore della refrigerazione fu senz'altro Giovanni Tasselli, che iniziò a costruire ghiacciaie dalla vicinanza della sua residenza alla “fabbrica del ghiaccio” di Viale Diazcite-ref-127[127]. Quest'ultima venne costruita per conto di Efidio Carra e Gino Marcheselli nel mwba81921 con celle frigorifere per macellai, salone per conservazione alimentari, fabbrica selz, gassose, pastorizzazione birracite-ref-cita-cucconi-p218-120-2[120]. La ditta Tasselli nacque ufficialmente nel mwbbq1942 con la produzione di ghiacciaie domestichecite-ref-128[128]. Nel mwbbk1989 la Tasselli, dopo l'incorporazione con la Dart Italia Spa si chiamava Premark Italia spa. L'azienda nel mwbbo2008 fu costretta a chiudere lo stabilimento di Suzzara.

G. Leali

Tra le aziende da ricordare nel settore c'è la G. Leali Suzzara, fondata nel mwbb01958 ad opera di Gianfranco Leali in via Ippolito Nievo per la costruzione di frigoriferi industriali con struttura in legno, ricoperti in laminato plastico. La ditta cessò la sua attività nel mwbb41966, per una fortissima crisi di mercato. Nello stesso anno, Gianfranco Leali ritornò sul mercato con la “Cel Frigo di Giubertoni Elsa”, con il nome della moglie, in un capannone di via Montecchi. In questa nuova azienda Leali si dedicò alla produzione di armadi frigoriferi e porte per celle in muratura. Dopo trent'anni di attività, l'azienda chiuse nel mwbb81997cite-ref-129[129].

Everlasting

Tra le storiche aziende produttrici nel settore della refrigerazione troviamo l'Everlasting, nata nel mwbcy1956 con il nome “Evermatic” per opera di Giovanni Guidetti e Oliviero Caramaschi, in origine sita in via Ponteboccale. Negli anni 70 l'azienda vide il consolidamento dell'attività e della produzione la quale si estese anche alla refrigerazione cantieristica e all'attività di coibentazione di furgoni, per conto della mwbccOfficine Meccaniche-mwbcgFiat di Suzzara, e di mezzi anfibi di soccorso per la mwbckLancia di mwbcoTorinocite-ref-everlasting-it-130-0[130]. Nel mwbc81981 venne aperta un'azienda parallela, la “Cold mark”, nell'area alle spalle della ditta capostipite (zona industriale tra Suzzara e mwbdaLuzzara), che chiuderà nel mwbde2001, ricostituendo un laboratorio nella zona di Palidano e specializzandosi nella produzione di celle frigorifere componibilicite-ref-131[131]. Nel mwbdy2007, infine, nasce la “Evermed srl”, specializzata in prodotti refrigeranti del settore sanitariocite-ref-everlasting-it-130-1[130].

Zanotti

L'attività della Zanotti nasce dalla mente del tecnico-imprenditore Mario, che dopo aver collaborato con l'impresa dei cognati Fiocchetti e frequentato corsi alla Scuola Arti e Mestieri decise di mettersi in proprio nel locale dell'autorimessa famigliare di Strada Statale Cisa, riparando macchine refrigeranti. Nel 1962 dopo i primi successi Mario fondò la “Zanotti Mario - frigorista” dando origine alla produzione delle unità refrigeranti “Uniblock”, caratterizzate da una nuova concezione in cui venivano assemblati in un unico apparecchio compressore, condensatore, evaporatore e quadro elettrico. In seguito l'azienda allargò la produzione costruendo impianti per locali di asciugamento e stagionatura salumi. Nel mwbd01981 la Zanotti cambiò ragione sociale in “Uniblock Zanotti Spa” e nel 1995 ampliò i locali e si trasferì a mwbd4Pegognaga. Mario Zanotti restò al timone fino al mwbd82006, quando la ditta venne ceduta a Walter Marocchi e dopo l'abbandono della Uniblock si rimise sul mercato con la “Zamar”, che attualmente si dedica alla produzione di attrezzature da utilizzare nel campo medico e sanitariocite-ref-132[132].

Cisaplast

La nascita dell'azienda nel mwbey1962cite-ref-133[133] si deve a mwbesWalter Mantovani, figura tra l'altro popolare per i suoi trascorsi calcistici. Grazie alla frequentazione con mwbewLuigi Tasselli, suo amico conosciuto durante gli anni da presidente del mwbe0Suzzara Calcio, fondò nel mwbe41961 la società Cisaplast srl, concentrando la produzione su stampaggio sotto vuoto di materiali plastici impiegati come controporte dei frigoriferi e di guarnizioni in gomma per la tenuta del freddo delle porte stesse. La sede produttiva si trovava in località Croce del Gallo e veniva gestita assieme al fratello Armando e i nipoti Alessandro e Alberto Guiducci. La gamma produttiva in seguito si allargò con la costruzione di retrocoperchi in plastica per gli apparecchi televisivi prodotti dalla mwbe8Europhon di mwbfaQuistello e successivamente partì la produzione di porte complete di plastica per banchi alimentari refrigerati, accanto alla lavorazione dell'acciaio inossidabile di porte e cassetti per banchi bar e negozi alimentari.

Nel mwbfi1966 iniziò anche la produzione di fac-simili di plastica di prodotti alimentari e la produzione di insegne luminose pubblicitarie (per marchi quali mwbfmFerrari e Milkivit). Infine nel mwbfq1977 passò alla produzione di porte a vetro in alluminio per frigoriferi e congelatori, self-service a basse temperature. Nel 2006 la ditta ha ampliato i propri locali, costruendo un capannone nella zona di Motteggianacite-ref-134[134].

Settore lattiero-caseario

Tra i principali centri di sviluppo del settore lattiero caseario troviamo proprio Suzzara, che iniziò la fase di produzione verso la fine del mwbfs1800, grazie alla nascita della Ditta Scaravelli e Negri e Compagni, nei pressi della stazione ferroviaria. Quest'ultima iniziò ad occuparsi della manipolazione e dell'esportazione di latticini, con fabbrica a vapore di ghiaccio compresa, viste le celle frigorifere necessarie per la manipolazione e la conservazione del burrocite-ref-135[135].

L'industria del caseificio, in particolare quella della produzione di burro, nel mantovano ebbe una notevole rilevanza, tanto da intraprendere numerose esportazioni anche verso l'mwbgeAmerica. Riuscì inoltre a sopportare i periodi di crisi per l'alta qualità, la grande capacità di alcuni industriali e dei caseifici cooperativi. Nel mwbgi1901 la Ditta Scaravelli e Negri e Compagni venne sostituita dalla Latteria Lombarda, una società commerciale per la produzione e il commercio del formaggio e del burro. La sede della società era mwbgmGuastalla mentre lo stabilimento restò a Suzzara. Oltre alla produzione di burro e formaggio, la società si propose l'allevamento dei maiali, il commercio del vino, delle uova e dei pollicite-ref-136[136].

Il mantovano quindi raggiunse picchi di produzione molto alti, superando anche il Reggiano famoso per la produzione di mwbgkformaggio grana. Attorno al mwbgo1917 proseguì la produzione di formaggio, ma venne abbandonata la stagionatura a causa dello scoppio della mwbgsprima guerra mondiale. Nel mwbgw1919 l'industria del caseificio subì un ulteriore scossa dovuta alla limitata produzione e disponibilità di latte per uso industriale, essendo diminuito il numero delle vaccine lattifere e aumentato l'impiego del latte a uso alimentare e a seguito dei controlli governativi, troppo rigidi per stimolare la produzione di latticini. Attorno al mwbg01921 nacque anche una Società industriale casearia proprio per risolvere problemi relativi al prezzo del latte e alla produzione stessa, per controllare in maniera più ponderata gli interessi caseari. La seconda metà del Novecento vide invece un rilancio del settore, con la nascita di numerosi caseifici sparsi per tutto il suzzaresecite-ref-137[137].

Infrastrutture e trasporti

Ferrovie

Il comune è attraversato dalla mwbhuferrovia Verona - Mantova - Modena, dalla mwbhyferrovia Parma - Suzzara e dalla mwbhcferrovia Suzzara-Ferrara ed è servito dalla mwbhgpropria stazione ferroviaria, posta in viale Zonta.

Mobilità urbana

Collegamenti suburbani sono svolti mediante autoservizi mwbhsAPAM.

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 3 luglio 1990 | 14 giugno 1999 | Luigi Salardi | PDS | Sindaco | |
| 14 giugno 1999 | 8 giugno 2009 | Anna Bonini | DS | Sindaco | |
| 8 giugno 2009 | 26 maggio 2014 | Wainer Melli | PD | Sindaco | |
| 26 maggio 2014 | 10 giugno 2024 | Ivan Ongari | PD | Sindaco | |
| 10 giugno 2024 | in carica | Alessandro Guastalli | PD | Sindaco | |

Gemellaggi

Brioude, dal 1995cite-ref-138[138]

Sport

Nella città ha sede il mwbigSuzzara Sport Club che gioca le sue partite al Campo Sportivo Comunale, intitolato a Italo Allodi.

Stadio Comunale

Nel mwbis1929 venne deciso l'acquisto di un appezzamento di terreno di proprietà del Ricovero “Boni” sul quale era già stato costruito un campo per manifestazioni sportive su iniziativa di alcuni cittadini. Il campo, grande mwbiw12784 m² era fornito di recinzione e tribune in legno, spogliatoi e biglietterie. Nel mwbi01941 all'Associazione Calcio “G. Corradini” venne concesso di costruire una tribuna su progetto dell'ingegnere Orazio Zapolski. Attualmente lo stadio ospita la squadra di calcio dell'mwbi4Associazione Sportiva Suzzara Calcio ed è intitolato a mwbi8Italo Allodicite-ref-139[139].

Palasport Marmiroli

Il Palazzetto dello Sport sorge in via mwbjoLenin nell'area sportiva polifunzionale, accanto allo stadio comunale e al circolo tennistico, e ha una capienza di 620 posti a sedere per il pubblico. L'inaugurazione ufficiale è avvenuta il 1º giugno mwbjs1991. La struttura sorge in un'area di mwbjw10000 m² ed è dotata di tre palestre nelle quali si praticano discipline sportive quali mwbj0pallavolo, mwbj4pallacanestro, mwbj8pallamano, mwbkapattinaggio, mwbkecalcio a 5, mwbkitiro con l'arco e mwbkmarti marziali. Il Palazzetto dello Sport è intitolato alla memoria del prof. mwbkqAntenore Marmiroli, preparatore di numerosi atleti vincitori di gare nazionali a livello scolastico e ospita al suo interno non solo manifestazioni sportive, ma è anche sede prestigiosa di spettacoli e manifestazioni culturalicite-ref-140[140].

Note

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Collegamenti esterni

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